• taiyumen@cryptospora.net
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    2014-11-09

    Sono "straniero" ho vissuto ca 18 anni in Italia, penso ancora oggi in italiano e, per lo più strano anche per me, non vivendo più nel bel paese, non ne sento il benché minimo bisogno di cambiare questo aspetto. Della stazione ho sentito da poca gente in Bologna, incluso i Bolognesi "veraci". Il fatto è che anche quando vedi la lapide, anche se ti informi, la connessione con l'orologio tanto facile non è, se non te ne parla nessuno e se l'unico monumento non è davanti alla stazione dove da anni regna un caos indescrivibile con quel "minigirotondo di parcheggio che non dovrebbero esserci e che magari poteva nel suo mezzo ospitare un monumento "spiegativo". Fatto è che secondo quello che sento "emozionalmente", era perché si riguardava quest'attentato come "lesiva per la pace sociale", visto che per anni si è attribuito con molta veemenza quest'attentato al terrorismo di sinistra e chi diceva cose discordanti veniva diffamato come "mitomane" e "scongiuro-mante". Se quest'ultimo aspetto comportamentale ti sembra ricordare cose recenti hai ben ragione. Tuttavia il fenomeno non è solo Bolognese. Noi ci occupiamo di queste cose in relazione alla nostra tendenza di campanilismo. Cosi sanno pochissimi in Europa cosa si svolse il "11 emme". Non sanno dove, non sanno che mese (era maggio? era marzo?). Ma al 11 settembre tutti saltano su e dicono "lo so, lo so", perché la volontà politica di mantenere quel "utile" ricordo c'è. L'oblio storico è un arma politica, il non nominare un nome o un fatto per eliminarlo dalla memoria politica e comune lo è da sempre. Ti dice qualcosa il nome di "Thomas Sankara" per esempio? No scommetto, ed a ragione visto che si può discutere su di tutto, ma il metodo funziona e il richiamo al campanilismo ed alla provincialità pure. Purtroppo.
    Grazie per avercela ricordato.

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